Per eliminare le alghe verdi dalla piscina bisogna agire in quest’ordine: verificare pH e cloro libero con un test kit, eseguire una clorazione d’urto, spazzolare pareti, gradini e fondo mantenendo in funzione pompa e filtro, ripristinare il cloro di mantenimento e solo dopo usare l’antialghe, che previene la formazione ma non elimina le alghe già presenti. Le quantità di prodotto dipendono dal volume d’acqua e dalla quantità di alghe, quindi vanno lette sull’etichetta e nella documentazione del fabbricante. Le fonti ufficiali consultate non indicano valori univoci da applicare alle piscine private, e per questo l’articolo non riporta dosi numeriche.
Come riconoscere le alghe verdi e capire la causa?
Le alghe verdi si moltiplicano in acqua calda, illuminata e poco disinfettata. Il segnale più comune è un’acqua che passa dall’azzurro al verde e diventa opaca, mentre pareti e gradini si fanno scivolosi o viscidi. Un negozio specializzato in prodotti per piscine (2024) consiglia di non aspettare il cambio di colore: l’intervento è più semplice quando le superfici cominciano a diventare scivolose.
La causa più frequente è una disinfezione insufficiente. Il cloro libero può essere troppo basso, il pH può essere fuori dalla fascia consigliata, la filtrazione può essere ferma o troppo breve, oppure la vasca può ricevere molta luce e calore. Queste condizioni si sommano: un trattamento d’urto elimina le alghe presenti, ma se non si correggono le cause tornano nel giro di poco tempo. Controlla quindi quante ore al giorno fa funzionare la pompa, rispetto a quanto indicato dal fabbricante dell’impianto, e verifica che il filtro non sia ostruito.
Prima di trattare, osserva anche la consistenza della patina. Le alghe sono organismi vivi e, con la spazzola, si staccano dalla superficie in filamenti o in fiocchi verdastri. Se la macchia resta ferma e non cambia dopo la spazzolatura, potrebbe trattarsi di un’altra sostanza e conviene chiedere un parere tecnico prima di aggiungere altri prodotti.

Quali controlli fare prima di trattare?
Prima di versare qualsiasi prodotto misura il pH e il cloro libero con il test kit. Il cloro combinato, cioè il cloro già legato alle sostanze organiche e alle impurità, va misurato quando possibile: un valore alto indica che il cloro disponibile è in parte consumato e che il trattamento d’urto è più necessario.
Il valore di riferimento per pH e cloro libero è quello indicato dal fabbricante del test kit e dalla scheda del prodotto che usi. Le fonti consultate non convergono su una fascia unica per le piscine domestiche, perché gli intervalli citati variano da una fonte all’altra. Per le piscine pubbliche esistono riferimenti normativi, come l’Accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003, ma non sono un riferimento automatico per la piscina di casa, e le Regioni possono aver recepito regole diverse. Se la tua piscina è soggetta a controlli pubblici, verifica la normativa regionale; altrimenti la scheda del fabbricante è il riferimento corretto.
Per calcolare il volume da trattare usa la formula lunghezza × larghezza × profondità media. Nelle piscine con fondo digradante, la profondità media è più rappresentativa di quella massima. Un volume sbagliato porta a dosi sbagliate in entrambe le direzioni: un prodotto in eccesso è inutile e può irritare, uno in difetto non risolve il problema. Annota il volume calcolato e conservalo accanto al registro dei valori, perché ti servirà per ogni trattamento successivo.
Come fare la clorazione d’urto?
La clorazione d’urto consiste nel portare il cloro libero a un livello alto per un tempo sufficiente a distruggere le alghe, per poi riportarlo al livello di mantenimento. Per farla in sicurezza segui questi passaggi nell’ordine.
- Leggi l’etichetta del cloro granulare e calcola la quantità in base al volume. Non usare dosi stimate a occhio né quelle di un altro prodotto.
- Indossa guanti e occhiali protettivi. Sciogli il prodotto in un secchio d’acqua, mescolando finché non è completamente disciolto, e versa la soluzione lentamente in più punti della vasca, lontano da skimmer e bocchette.
- Non versare il granulare direttamente sul telo: può danneggiare il liner e lasciare macchie. Lo stesso vale per il bordo di pietra o per le parti in metallo, che vanno sciacquate subito se vengono a contatto con il prodotto.
- Tieni pompa e filtro in funzione per tutto il trattamento, così il prodotto si distribuisce in modo uniforme.
- Tieni fuori dall’acqua bagnanti, bambini e animali fino a quando il cloro non è rientrato nella fascia indicata dal fabbricante e verificato con il test kit.
Durante il trattamento, ventila l’area e non sostare sopra la vasca con il viso vicino alla superficie. Se avverti odore forte di cloro o bruciore a occhi e gola, allontanati all’aria aperta.
Perché non mescolare i prodotti chimici?
Il rischio principale di un trattamento d’urto non è l’alga, ma il prodotto sbagliato. Le etichette dei prodotti per piscina avvertono di non usarli in combinazione con altri prodotti. I derivati del cloro non vanno mescolati con acidi come l’acido solforico o l’acido cloridrico, né con altri disinfettanti o detergenti, perché possono liberare gas pericolosi. Anche lo stoccaggio conta: l’ipoclorito di sodio e quello di calcio vanno tenuti lontani dagli acidi, in un luogo asciutto e ventilato, con i contenitori chiusi e ben etichettati.
Anche il cloro combinato può dare problemi. Le cloramine si formano quando il cloro reagisce con sostanze azotate come sudore e urina, e possono irritare congiuntive e vie respiratorie. PuntoSicuro (2010), che riassume una scheda della Suva, l’ente svizzero per la prevenzione degli infortuni, descrive questo effetto. I riferimenti normativi citati in quella scheda sono svizzeri e non si applicano in Italia, ma le indicazioni sanitarie sono utili anche per una piscina domestica. Per questo il trattamento d’urto va fatto con la piscina vuota da bagnanti e con la ventilazione adeguata.
Come pulire e filtrare l’acqua verde?
Spazzolatura e filtrazione sono ciò che rimuove davvero le alghe morte dalla vasca, quindi non vanno saltate. Spazzola con decisione pareti, gradini, angoli, linea dell’acqua e fondo, perché le alghe aderiscono alle superfici. Poi rimuovi con il retino le alghe che galleggiano in superficie.
Aspira il fondo con un robot pulitore o con un aspiratore manuale. Con l’aspiratore manuale imposta il filtro sul controlavaggio o sullo scarico, altrimenti le particelle entrano nel filtro e tornano in circolo. Pulisci skimmer, cestello, bocchette di ritorno e prefiltro: un cestello pieno riduce la circolazione e lascia residui nell’acqua.
Esegui il controlavaggio del filtro a sabbia o la pulizia della cartuccia secondo il manuale del tuo filtro. Le alghe possono annidarsi nel filtro e riformarsi, e un filtro intasato lavora peggio. Osserva il manometro: se la pressione sale rispetto al valore a filtro pulito, è il momento di intervenire. Il giorno dopo, spazzola di nuovo il fondo e le pareti, perché le alghe morte si staccano in più fasi.

Quanto tempo serve per tornare all’acqua limpida?
Le fonti consultate non indicano una durata fissa, perché il tempo dipende dal livello di partenza, dalla temperatura, dalla qualità della filtrazione e dalla pulizia. Il cambiamento di solito è graduale: l’acqua si schiarisce nei giorni successivi e la patina sulle pareti si stacca in più passaggi.
La sequenza pratica è questa: ripeti il test dopo il trattamento, spazzola e filtra, riporta il cloro al livello di mantenimento e controlla la limpidezza verificando che il fondo sia visibile. Se il fondo non si vede ancora, non ripetere subito il trattamento d’urto. Rifai prima il test di pH e cloro: aggiungere altro prodotto senza aver verificato i valori può essere inutile o pericoloso.
Come usare l’antialghe?
L’antialghe va usato dopo il cloro. Un negozio specializzato (2024) indica di attendere circa 24 ore dal trattamento d’urto, dopo aver verificato che il cloro sia rientrato nei valori, e poi di aggiungerlo secondo l’etichetta, con una frequenza settimanale per la prevenzione.
L’antialghe previene la formazione di nuove alghe ma non elimina quelle già presenti: non usarlo come unico rimedio su un’acqua già verde. Non versarlo nello stesso momento della clorazione d’urto e non mescolarlo con altri prodotti in un unico contenitore. Se l’etichetta indica una dose per volume, segui quella e non aumentarla per accelerare il risultato.
Come evitare che le alghe tornino?
La prevenzione consiste in pochi gesti regolari. Mantieni il cloro di mantenimento costante con misurazioni frequenti, controlla il pH e rispetta le ore di filtrazione indicate dal fabbricante dell’impianto. Pulisci skimmer e cestello con regolarità e fai il controlavaggio del filtro quando la pressione aumenta.
Tieni l’acqua in movimento, perché le zone ferme sono quelle in cui le alghe si sviluppano per prime. Copri la piscina quando non è in uso, per ridurre luce e calore. Conviene inoltre tenere un registro con data, pH, cloro libero, cloro combinato e interventi effettuati: rende più facile capire quando i valori cominciano a scostarsi prima che l’acqua cambi colore.
Quando chiamare un professionista?
Chiama un tecnico se l’acqua resta verde dopo ripetuti trattamenti, se il cloro combinato resta alto nonostante la clorazione d’urto, se non riesci a stabilizzare il pH o se il filtro o la pompa non funzionano come dovrebbero. Chiedi un intervento anche se hai dubbi sulla compatibilità dei prodotti che hai già in casa: non provare a mescolare prodotti diversi per recuperare l’acqua più in fretta, perché è proprio questo il rischio che abbiamo descritto.
Domande frequenti
Il sale o l’elettrolisi evitano del tutto le alghe?
Un sistema a elettrolisi salina produce cloro in continuo, ma non esonera dai controlli: le alghe possono comparire comunque se pH, filtrazione o pulizia vengono trascurati. Per dosaggio e manutenzione della cella segui il manuale del fabbricante.
Posso usare la candeggina al posto del cloro granulare?
Non è consigliato senza verificare l’etichetta, perché concentrazione e stabilizzanti cambiano dose e reazioni. Usa prodotti destinati alle piscine, salvo indicazione esplicita del fabbricante.
Il telo copripiscina può favorire la comparsa delle alghe?
Sì, se è sporco o resta umido e sporco sul bordo, perché trattiene detriti e sostanze organiche. Tienilo pulito e asciutto quando possibile.
Bisogna svuotare la piscina per eliminare le alghe?
Di norma no. Svuotare richiede una valutazione tecnica del rivestimento e una gestione corretta dell’acqua trattata, quindi va considerato solo su indicazione di un professionista.