La durata del ciclo di circolazione è il tempo necessario perché tutta l’acqua della piscina passi una volta attraverso la pompa, il filtro e l’eventuale impianto di trattamento. Non esiste un numero di ore uguale per tutte le vasche: il valore dipende dal volume dell’acqua e dalla portata reale della pompa, cioè dai metri cubi che l’impianto sposta in un’ora. Il calcolo è semplice, ma richiede dati corretti, e le fonti ufficiali consultate non indicano un valore unico valido per ogni impianto domestico.
Cosa si intende per ciclo di circolazione?
Nel linguaggio tecnico, il ciclo di circolazione descrive il percorso completo dell’acqua: aspirazione dalla vasca attraverso le bocchette di fondo e lo skimmer, passaggio nella pompa e nel filtro, eventuale dosaggio dei prodotti chimici e ritorno in vasca. Il tempo di ricircolo misura quanto impiega questo percorso a coinvolgere l’intero volume d’acqua.
Un articolo tecnico di Professione Acqua riprende la definizione della UNI 10637:2016: il tempo di ricircolo è quello necessario perché il volume della vasca, sommato al 60% del volume dell’eventuale vasca di compenso, attraversi le pompe in funzione. La vasca di compenso è il serbatoio che accoglie le oscillazioni del livello dell’acqua. L’edizione 2016 è stata sostituita dalla 2024, e le fonti consultate non confermano se questa definizione sia rimasta invariata.

Come si calcola la durata di un passaggio completo?
La formula di base è: volume della vasca in metri cubi diviso portata della pompa in metri cubi all’ora, con risultato espresso in ore. Se la piscina ha una vasca di compenso, al volume della vasca va aggiunto il 60% del volume di quella vasca prima della divisione.
Il volume si ricava moltiplicando la superficie dello specchio d’acqua per la profondità media. Nelle vasche a fondo digradante, la profondità media va stimata come media di più misure prese in punti diversi, non come semplice media tra il fondo più basso e quello più alto. Il volume dichiarato dal costruttore può riferirsi a dimensioni nominali: per questo è preferibile misurare direttamente.
Per la portata non bisogna usare il valore massimo stampato sulla targhetta. Occorre usare la curva caratteristica della pompa, che lega la portata alla prevalenza, e tenere conto delle perdite di carico di filtro e tubazioni. Il fabbricante di pompa e filtro riporta questa curva nella documentazione tecnica, ed è il riferimento da seguire.
Perché il filtro sporco allunga il ciclo reale?
Un filtro intasato oppone più resistenza al passaggio dell’acqua. Di conseguenza la portata effettiva scende, e il tempo di passaggio completo cresce anche se la pompa resta invariata. Il manometro montato sul filtro permette di controllare questa condizione: quando la pressione supera il valore annotato con il filtro pulito, il ciclo calcolato non è più quello reale.
La pulizia va fatta secondo il manuale del filtro, con la pompa spenta e la valvola nella posizione prevista. Dopo ogni controlavaggio o pulizia, conviene annotare di nuovo la pressione di riferimento, così da avere un dato confrontabile nelle settimane successive. Se la pressione torna a salire rapidamente subito dopo la pulizia, il problema può essere la portata insufficiente dell’impianto o un’ostruzione nelle tubazioni, e va verificato da un installatore.
Procedura pratica in cinque passi
Per ottenere un valore utile per la propria vasca si può seguire questa sequenza:
- misurare la superficie dello specchio d’acqua e la profondità in più punti, quindi calcolare il volume;
- aggiungere, se presente, il 60% del volume della vasca di compenso;
- recuperare dalla documentazione del fabbricante la curva della pompa e leggere la portata corrispondente alla prevalenza reale dell’impianto;
- dividere il volume totale per la portata, ottenendo le ore per un passaggio completo;
- annotare la pressione del filtro a pulito e ripetere il calcolo a inizio stagione e dopo ogni intervento importante.
Il risultato è una stima ragionevole, non una prescrizione. Per decidere la durata giornaliera di funzionamento, il dato va confrontato con l’uso reale della vasca e con la limpidezza dell’acqua.
Quando allungare o riadattare il ciclo?
Il ciclo va riadattato in alcune situazioni precise: dopo un uso intenso con molti bagnanti, dopo temporali o forte presenza di foglie e polline, dopo un trattamento d’urto con prodotti chimici, e nei periodi molto caldi, quando lo sviluppo di alghe e batteri è più rapido. In questi casi conviene far girare la pompa almeno per un passaggio completo dell’acqua, verificando che l’acqua resti limpida.
Le fonti consultate non stabiliscono un numero di ore per queste condizioni. La scelta dipende dall’impianto, dalla qualità dell’acqua e dai prodotti usati, quindi va concordata con l’installatore o con il servizio tecnico del fabbricante. Dopo un trattamento, rispettare anche i tempi di attesa indicati sull’etichetta del prodotto prima di riaprire la piscina.

Cosa dice la UNI 10637:2024 sui tempi di ricircolo?
La norma UNI 10637:2024, intitolata «Piscine ad uso pubblico – Requisiti degli impianti di circolazione, filtrazione, disinfezione e trattamenti chimico-fisici dell’acqua di piscina», è entrata in vigore l’8 febbraio 2024 e sostituisce la UNI 10637:2016 (Certifico, 2024). Riguarda la progettazione, la costruzione e la gestione degli impianti di trattamento dell’acqua.
L’edizione 2016 conteneva un prospetto dei tempi di ricircolo espressi in ore. Le fonti consultate non riportano i valori di quel prospetto nell’edizione 2024. Per i tempi applicabili a un impianto specifico occorre leggere il testo integrale, che si acquista presso UNI, e farsi affiancare da un tecnico abilitato.
Piscina privata o pubblica: cambia la regola?
La UNI 10637 si riferisce alle piscine ad uso pubblico. L’Accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 51 del 3 marzo 2003, riguarda gli aspetti igienico-sanitari delle piscine a uso natatorio. Nel testo consultato, il punto 16.1.1 prevede che la potenzialità degli impianti di trattamento sia proporzionata al volume dell’acqua delle vasche, e il punto 15.3 richiede che l’acqua sia mantenuta costantemente entro i limiti dell’Allegato 1.
Le Regioni hanno poi recepito l’Accordo con atti propri, e le regole cambiano da una Regione all’altra. Ad esempio, la Regione Piemonte, con la deliberazione n. 119-9199 del 28 aprile 2003, ha stabilito che restano in vigore le disposizioni tecniche precedenti in attesa di una disciplina regionale. Per una piscina privata a uso familiare, le fonti consultate non dicono se e come questi requisiti si applichino: conviene chiedere al servizio di igiene pubblica della ASL competente e all’installatore.
Come lavorare in sicurezza su pompa e filtro?
Prima di qualsiasi intervento su pompa, cestello o filtro, spegnere l’impianto e disattivare l’alimentazione elettrica dal quadro, verificando che il circuito sia protetto da un interruttore differenziale installato da un elettricista qualificato. Non toccare la pompa con le mani bagnate e non lasciarla collegata durante la pulizia.
Non far mai funzionare la pompa a secco: senza acqua nel corpo pompa può surriscaldarsi e danneggiarsi. Prima di avviare, controllare il livello dell’acqua in vasca e nello skimmer. Dopo una manutenzione o un’interruzione di corrente, riempire il corpo pompa e spurgare l’aria secondo il manuale del fabbricante.
Le bocchette di aspirazione devono avere griglie integre e fissate saldamente. Non coprirle con teli o oggetti e tenere i bambini lontani dalle aspirazioni quando la pompa è in funzione, perché capelli, indumenti o parti del corpo possono restare intrappolati.
Quando si dosano prodotti chimici, farli circolare con la pompa accesa e seguire le istruzioni dell’etichetta. Non versare prodotti concentrati direttamente nello skimmer o nelle bocchette e non mescolare prodotti diversi, perché alcune combinazioni possono sviluppare gas pericolosi. Conservare i prodotti in luogo asciutto, lontano dalla portata dei bambini.
Domande frequenti
Posso far funzionare la pompa di notte?
Le fonti consultate non trattano il funzionamento notturno. Verifica nel manuale della pompa eventuali limiti d’uso e il regolamento del condominio, perché il rumore può essere oggetto di regole locali.
Posso usare il volume dichiarato dal costruttore invece di misurarlo?
Puoi usarlo come primo riferimento, ma il dato può essere nominale. Se la vasca ha forme irregolari o un livello dell’acqua diverso dal previsto, misura direttamente superficie e profondità.
Che cosa fare dopo un’interruzione di corrente?
Prima di riaccendere, verifica il livello dell’acqua e che la pompa sia piena d’acqua, poi riavvia seguendo il manuale. Se la pompa non parte o produce rumori anomali, spegnila e fatti controllare da un tecnico.
Serve un misuratore di portata per la piscina domestica?
Non è indispensabile: per una stima bastano la curva del fabbricante e il volume misurato. Un misuratore può aiutare a confrontare il dato teorico con quello reale, soprattutto dopo la sostituzione di filtro o tubazioni.