Non esiste un numero fisso valido per tutte le piscine. Il metodo corretto è dividere il volume d’acqua per i metri cubi che una pastiglia da 200 g tratta in sette giorni. Secondo Areasosta (2026) una pastiglia di questo tipo può trattare circa 15 m³ in sette giorni, mentre una pagina di un venditore online ne indica 25–30. Per una piscina da 48 m³ il calcolo dà tra circa 1,6 e 3,2 pastiglie a settimana, quindi in pratica due o tre. Il risultato va sempre verificato con il test dell’acqua, perché le fonti ufficiali consultate non fissano una dose per le piscine private.

Come calcolare le pastiglie necessarie a settimana?

Il calcolo parte dal volume reale della vasca, che si ottiene moltiplicando lunghezza × larghezza × profondità media dell’acqua. In una piscina di 8 m × 4 m con profondità media di 1,5 m il volume è 48 m³. Si divide poi questo valore per i metri cubi che la pastiglia tratta in una settimana secondo la documentazione del prodotto: con 15 m³ si ottengono circa 3,2 pastiglie, con 30 m³ circa 1,6.

La differenza tra le fonti dipende dalla formulazione del prodotto, dalla quantità di cloro effettivamente rilasciata e dalle condizioni d’uso. Il numero ottenuto è quindi un punto di partenza, non una dose definitiva. Conviene partire dal valore più prudente e correggere la dose con i test, come spiegato nelle sezioni seguenti.

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Come calcolare le pastiglie necessarie a settimana?

Perché la dose settimanale cambia durante la stagione?

Il cloro si consuma a velocità diverse a seconda del clima e dell’uso della piscina. Acqua calda, sole intenso, numero elevato di bagnanti, pioggia e foglie in acqua accelerano il consumo; in una giornata fresca o in una vasca protetta dal sole il consumo è più lento. Per questo una dose scelta in primavera può diventare insufficiente in piena estate. Areasosta (2026) collega la frequenza dei controlli proprio a questa variabilità: ogni 3–4 giorni tra marzo e maggio e ogni 2 giorni da giugno a fine agosto.

Quali valori di cloro e pH controllare?

Il riferimento più solido disponibile riguarda le piscine pubbliche. Il documento del CSI Brescia (2021), che riporta i requisiti dell’Accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003, indica cloro libero tra 1,0 e 1,5 mg/l, cloro combinato non superiore a 0,40 mg/l e pH tra 6,5 e 7,5, valori che devono essere garantiti in presenza di bagnanti. La delibera lombarda DGR 8/2552 del 17 maggio 2006 richiama la Tabella A dell’Allegato 1 di quell’accordo come riferimento per i requisiti dell’acqua.

Questi limiti si riferiscono alle piscine pubbliche e non sono automaticamente applicabili a una piscina privata. Per una vasca domestica valgono le indicazioni del produttore del prodotto e del kit di misura. Il cloro combinato indica il cloro già legato alle sostanze organiche presenti in acqua e va controllato insieme al cloro libero, non al posto suo. Per l’alcalinità totale Areasosta (2026) indica un intervallo tra 80 e 120 mg/l, utile per stabilizzare il pH.

Quando aumentare o ridurre la dose?

Il test è l’indicatore decisivo. Se il cloro libero risulta sotto l’intervallo di riferimento, si aumenta il numero di pastiglie secondo quanto indicato dal produttore, poi si ripete la misura dopo qualche ore per verificare l’effetto. Se il cloro libero supera l’intervallo, si riduce la dose e si attende che il valore rientri prima di entrare in acqua. Non si corregge un cloro alto o basso aggiungendo prodotti a caso: ogni variazione va fatta in modo graduale.

Il pH richiede una gestione separata. Il tricloro tende ad abbassare il pH nel tempo, quindi un pH che scende va corretto con il prodotto indicato per questo scopo, e solo dopo aver controllato l’alcalinità. Se il pH resta fuori dall’intervallo nonostante le correzioni, il problema va attribuito a una causa diversa dalla dose di cloro e va verificato con un ulteriore controllo.

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Quando aumentare o ridurre la dose?

Come inserire le pastiglie in sicurezza?

Le pastiglie vanno messe nel cestello dello skimmer o in un dosatore galleggiante, con la filtrazione accesa, come indicato da Areasosta (2026). Con la pompa in funzione l’acqua circola e il prodotto si distribuisce; con la pompa ferma il cloro resta concentrato vicino alla pastiglia e può danneggiare il rivestimento e le parti metalliche o in plastica a contatto.

Alcune precauzioni valgono sempre. Indossare guanti quando si maneggia il prodotto e non toccare le pastiglie a mani nude. Non mettere mai nel dosatore altri prodotti chimici e non mescolare le pastiglie di tricloro con cloro granulare, acidi o altri prodotti clorurati: il contatto può sviluppare gas pericolosi. Conservare il prodotto nella confezione originale, in un luogo fresco, asciutto e chiuso, fuori dalla portata dei bambini.

Pastiglie di tricloro o altri prodotti: come scegliere?

Le pastiglie a lenta dissoluzione più diffuse sono a base di acido tricloroisocianurico. Il documento di autocontrollo dell’ASL 4 per le piscine elenca questo disinfettante tra quelli ammessi dall’Allegato 1 dell’Accordo Stato-Regioni del 2003, insieme a ipoclorito e dicloroisocianurato. Il tricloro introduce nell’acqua anche acido cianurico, che si accumula se la dose è costantemente eccessiva; per questo i controlli periodici contano più del numero di pastiglie scelto in partenza.

I prodotti multiazione combinano più funzioni, per esempio disinfezione e controllo di alghe o flocculazione. Si usano solo se il produttore li indica per quella funzione e non si sommano ad altri trattamenti senza leggere l’etichetta. Se il problema è un solo parametro, una soluzione mirata è di norma più controllabile di un prodotto che agisce su più fronti contemporaneamente.

Quali errori evitare?

Gli errori più frequenti sono sempre gli stessi. Il primo è applicare la stessa dose per tutta la stagione senza misurare il cloro libero. Il secondo è lasciare la pastiglia a contatto diretto con il fondo o con il rivestimento, dove può concentrarsi e danneggiare la superficie. Il terzo è tenere la pompa spenta con la pastiglia nel cestello, situazione che concentra il prodotto in un solo punto. Il quarto è mescolare più prodotti clorurati nella stessa vasca. Il quinto è rientrare in acqua senza aver verificato che il cloro libero sia nell’intervallo indicato dal produttore.

Domande frequenti

Si può dividere una pastiglia per usarne meno?

Le fonti ufficiali consultate non danno indicazioni in merito. Se il produttore non lo prevede, non frazionare il prodotto: conviene usare un numero intero di pastiglie e regolare la dose con i test.

Il cloro lento può danneggiare il rivestimento della piscina?

Sì, se le dosi sono eccessive, il pH è fuori dai limiti o il prodotto resta a contatto con la superficie. Verifica i limiti indicati dal produttore del rivestimento e del prodotto.

Il cloro lento è adatto a una piscina fuori terra?

Dipende dal dosatore e dalle istruzioni del produttore della piscina e del prodotto. Controlla che il dosatore sia compatibile con la vasca e che il prodotto sia indicato per quel tipo di installazione.

Serve un kit di test specifico?

Sì. Per gestire la dose servono strumenti che misurino cloro libero, cloro combinato, pH e alcalinità. Le strisce vanno usate secondo le istruzioni del produttore del kit.

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